un viaggio on the road lungo un anno, o forse tutta la vita...

Eccomi

Utente: andreanord

MSN messenger contact: andreanord at hotmail dot com

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from andreanord80. Make your own badge here.

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 07 maggio 2009
Il ritorno

Lo so lo so lo so.
E' da una vita che non aggiorno più il blog, ma non avevo più voglia, e poi cose degne di nota ne sono successe davvero poche.
Sono stato una ventina di giorni a Gili Trawangan, dove ho raggiunto Corrado il mio istruttore di dive che già mi aveva fatto il corso lo scorso ottobre. La mia idea era quella di proseguire i corsi dato che l'esperienza sottomarina mi era davvero piaciuta. Così ho fatto, in 20 giorni mi sono immerso praticamente tutti i giorni due volte, al mattino e al pomeriggio. Ho fatto tutti i corsi che potevo fare in quel lasso di tempo. Il primo passo è stato l'advance, dopodichè il nitrox e per ultimo il rescue.
Devo dire che anche questa volta mi sono parecchio divertito e la vita sottomarina mi affascina molto, infatti ho già in progetto di diventare dive master, ma mi serve almeno un mese, cosa che prima del prossimo autunno mi è impossibile.
La vita dei dive centre mi appaga parecchio, sveglia verso le 7,30, colazione al bar e poi al dive per sistemare l'attrezzatura e successivamente partire con la barca verso la location prestabilità. Un'ora di immersione e si ritorna in sede. Caffettino e chiacchere con gli altri studenti e attesa dell'ora di pranzo, dove quasi quotidianamente era a base di nasi campur. Relax fino alle 13,30 circa e poi nuovamente a preparare l'attrezzatura per l'immersione pomeridiana. Al ritorno di solito stavo al dive ancora un po' a bere qualche birra con gli altri.
Alla sera i posti di gili Trawangan sono sempre bene o male gli stessi, e si andava a finire praticamente sempre bere all'irish dove si poteva incontrare praticamente tutti i giovani dell'isola... finlandesi e svedesi compresi... e si finlandesi e svedesi, a volte mi sembrava di stare a stoccolma invece che in indonesia. Una cosa mai vista, il 90% dei turisti di quest'isola arriva dal nord europa, è una cosa inspiegabile ma è davvero così. Il paradiso, specie dopo l'una di notte quando sono tutte ubriache e con voglia di far festa.
In questi 20 giorni mi sono davvero divertito e ho conosciuto alcune belle persone, a trawangan ci ritornerò sicuramente, e nel breve anche.

Lasciata a malincuore quest'isola mi sono diretto verso Sengiggi dove avevo ancora parcheggiato in un hotel il mio scooter, lo riprendo e mi dirigo verso il porto di Lmbar dove partono i traghetti per Bali, 5 pre di traversata a andature da lumaca, credo che a nuoto fare prima.
Arrivo nella odiata Kuta che è ormai sera, torno al mio solito hotel e cerco di programare tutte le cose che ho fare nei 2 giorni che mi aspettano, acquisti, spedizoni, mail, saluti vari ad amici.
Il tempo vola e nel giro che non si dica mi ritrovo già sull'aereo per Kuala Lumpur.
Arrivo a KL e anche li vado al mio solito hotel in zona chinatown, ceno e poi classico gro in zona Petronas Towers, è sempre bello rivederle.
Tornare a KL mi paice sempre, non è una città che paice a molti, ma per me è diversa, è stata la prima metropoli che ho visitato in Asia e tornarci mi fa sempre uno strano effetto.

Il giorno dopo torno in aereoporto per prendere l'aereo per Londra. Viaggio di merda. Io come al slito ho viaggiato con un minuscolo zaino pieno solo di t shirt e pantaloncini corti quidni non avevo niente di caldo, sfiga vuole che non ho mai preso un volo con una temperatura interna così bassa, ci saranno stati 15 gradi non esagero e l'aria condizionata puntata proprio su di me. Dormire è stato impossibile per via del freddo, e le 14 ore che separavano l'asia dall'europa non mi sono proprio passate.
Arrivo a Londra che sono le 23,45, ho appuntamento con il amico Stefano B. che è arrivato da Asti per passare qualche giorno con me a Londra.
Il clima di Londra si è confermato pessimo come da copione, e in 2 giorni abbiamo preso abbastanza pioggia, ma questo è stato un motivo in più per fermarci nei pub... Londra mi paice sempre una cifra, anche se invasa da italiani. Tra parentesi qui in italia si lamentano e parlano tutti di crisi e crisi, ma dov'è poi che lagente trova i soldi per andare in vacanza?? se ci fosse davvero la grande crisi come tutti dicono secondo me non ci sarebbe così tanta gente in giro no?? mah... gli italiani valli a capire
Seconda parentesi e poi chiudo qui il discorso, Londra è considerata una delle città più care del mondo giusto? ma provate a venire ad Asti e poi ditemi un po' chi è la più cara...

Postato da: andreanord a 08:16 | link | commenti (2)

martedì, 07 aprile 2009
Flores, Rinca e Komodo dragons


Il viaggio notturno in traghetto verso Flores è trascorso abbastanza velocemente, merito della compagnia di una ragazza austriaca conosciuta al porto sia dei tappi per le orecchie che hanno smorzato la fastidiosa cantilena delle peghiere musulmane delle 5 del mattino. Arrivato al porto di Aimere alle otto mi metto subito in cammino verso la lontana Moni, le ore previste di viaggio sulla lonely planet sono addirittura nove, io fortunatamente ce ne metto solo quattro e mezza (la scelta di viaggiare in moto la trovo giorno dopo giorno sempre più azzeccata). La strada che ho percorso è stata semplicemente meravigliosa, piena di tornanti, sali scendi continui su montagne alte anche 2000 metri. Arrivato a Moni nel primo pomeriggio e trovata immediatamente una sistemazione, armato di macchina fotografica in sella alla moto costeggio i numerosi campi di riso terrazzati e attraversando alcuni villaggi mi fermo a scattare. Moni è un piccolo villaggietto che si trova alle pendici del famoso Kelimutu, il vulcano forse più conosciuto d'Indonesia per via dei suoi 3 laghi, situati nei suoi crateri, famosi per avere ognuno un colore diverso che cambia circa ogni 3-4 anni e che a tutt'oggi nessuno ha dato ancora una spiegazione scientifica per questo strano fenomeno. A quanto dicono il momento per vedere meglio questo spettacolo è all'alba, che a 1600 m di altidune è verso le 6,00. Punto la sveglia alle 5,00 dato che c'è mezz'ora di strada da fare in moto e altri 15 minuti a piedi per arrivare al lookout. Mi sveglio rincoglionito più del solito, ma sia l'aria frizzante che c'è di fuori sia percorrere i 15 km che separano Moni dal vulcano con una sola t shirt mi danno una bella scossa. Arrivo in cima appena in tempo, quello che appare ai miei occhi è davvero sublime, i crateri del vulcano sono sotto di me e all'orrizonte si vede minuto dopo minuto il sole salire dal mare che è si lontano, ma di fronte a me. Decido di aspettare ancora un po' per vedere il colore dei laghi quando il sole è ormai alto, faccio bene perchè i raggi del sole riflettono in maniera ottimale il diverso colore di ogni lago.

Il pomeriggio del giorno dopo mi rimetto in marcia verso Ende, la maggiore città del sud di Flores per fare alcune cose che posso fare solo qui, prelevare da sportelli bancomat e navigare su internet. Ende non è nulla di speciale e mi fermo giusto per la notte.
Il mattino seguente parto verso il piccolo villaggio di pescatori sulla costa nord di Flores chiamato Riung, questo significa che devo attraversare completamente le montagne interne dato che Ende si trova a sud.
Guido per più di cinque ore, su strade che la maggior parte delle volte non si possono chiamare strade alla velocita media di 30 km/h. Buco stranamente solo una volta e mi fermo a far benzina in piccoli shop lungo la strada che vendono la benzina in bottiglie da un litro di absolut vodka. Ah, mi sono dimenticato di scrivere che qui la benzina costa 28 centisimi di euro al litro...
Arrivo a Riung verso le 3 del pomeriggio, non è niente di più che un piccolo villaggio, ma è in una posizione davvero spettacolare. Alle sua spalle ci sono alte montagne e proprio di fronte un arcipelago di 21 piccole isole quasi tutte disabitate con spiaggie bianchissime e palme da cocco ovunque. Verso l'ora del tramonto mi dirigo verso un lookout che mi ha consigliato la padrona della mia homestay a scattare alcune foto, ma non contento decido di arrampicarmi su una cima di una collina per vedere dall'alto tutta la baia e le ventun isolette. Anche qui devo dire che quello che vedono i miei occhi è davvero unico, e dividere tutto questa bellezza solo con una calda brezza proventiente dal mare e con il tintinnio di alcune campane di mucche lasciate pascolare liberamente mi fa capire quanto io odia i turisti e di quanto questi tolgano alla bellezza di posti come questo. Ma per fortuna Riung è un posto dove ci transitano in pochi e dove i confort sono assenti, questo fa si che si mantenga ancora abbastanza "vergine". La sera mangio nell'unico warung (ristorante) presente e chiedendo un po' a tutti i presenti informazioni sulle condizioni della strada che avrei dovuto affrontare il giorno dopo, tutti mi dicono che le condizioni sono pessime, ma nonostante ciò incuriosito più che mai il mattino seguente alle 8 imbocco la strada verso il villaggio di Pota e successivamente Reo con gli auricolari a tutto palla a sparare sweet child o' mine dei guns e con un senso di libertà assoluto. Quello che mi dicevano la sera precedente è confermato al 100%, la strada è tutta sterrata, piena di pietre, buche, curve e sabbia e per percorrere 50 km ci metto 3 ore. Sulla strada incrocio si e no 5 moto e un paio di van. La strada costeggia la costa e alcune volte mi fermo a ricaricare le mie pile su spiaggie deserte nuotanto in acque fin troppo calde.

A Pota mi fermo per pranzare e riprendo il cammino verso Reo, la strada è in condizioni ancora peggiori di quelle del mattino, la paura di bucare o rompere la moto è alta quindi adotto una guida prudente che non mi fa mai superare i 25 km/h di media, andare più forte significherebbe demolire tutto. Arrivato ormai stanco a Reo chiedo info per Lambuanbajo, tutti questa volta mi dicono che devo passare da Ruteng che si trova nell'entroterra perchè la strada costiera è praticamente abbandonata e una foratura o un guasto significherebbe avere grossi problemi dato che ormai già pomeriggio inoltrato. La paura di passare la notte a dormire nel bush non mi stuzzica quindi questa volta decido di andare verso Ruteng che si trova a 70 km da Reo.
Ruteng è uno stop over quasi per tutti quelli che viaggiano in Flores, senza lode senza infamia.
L'ultimo tratto di strada che divide Ruteng e Labuanbajo è in pefette condizioni e fa si che ci metta solo un ora e mezza.
Passo 2 giorni a Labuanbajo in compagnia di una ragazza tedesca "cazzuta" che sta girando da sola.
Il mio piano è di prendere la barca per visitare Rinca e Komodo islands, terra dei famosi draghi, lucertoloni lunghi anche 3 metri che sono gli unici animali presenti al mondo ad essere definiti dinosauri e che vivono solo qui. Sono molto pericolosi, 2 giorni prima di me un turista tedesco è morto, e durante tutto l'anno le persone uccise sono alcune, il loro morso non è fatale dato che non hanno praticamente denti, la loro saliva lo è, contiente più di 40 differenti batteri. La loro tattica per attacare è molto intelligente, una volta individuata la vittima si avvicinano e la mordono di sfuggita, poi se ne vanno, perchè sanno che tempo 2-3 giorni anche un animale grosso come un bufalo non può sopravvivere, così facendo una volta che l'animale muore loro possono dedicarsi nel magiarlo con tutta calma e senza la paura di essere attaccati. Mica stupidi no?

insegna ristorante ad Ende
Chiedendo un po' a tutte le agenzie presenti a Lambuanbajo trovo la soluzione migliore, caricare la mia moto sulla barca con cui avrei visitato queste isole e arrivare fino a Lombok, così avrei evitato di attraversare nuovamente la lunga Sumbawa.
Detto fatto, pagando una specie di tangente riesco a caricare la mia moto sulla barca, cosa che non si potrebbe fare ma che nonostante tutto il dio denaro detta sempre le regole del gioco.
Mi imbarco su una barca di turisti, come detto sopra odio queste cose, ma è l'unica possibilità di visitare queste isole, quindi mi metto il cuore in pace e mi rilasso. Siamo in quindici, tredici sono provenienti dalla repubblica ceca, alcune coppie di mezza età e alcune più giovani ma niente ragazze da togliere il fiato come l'immaginario collettivo italiano pensa, poi ci siamo io e una ragazza svizzera con cui mi sono trovato molto in sintonia e che se non ci fosse stata lei mi sarei buttato dal ponte al secondo giorno vista la loquacità dei cechi...
Si naviga per diverse ore, si arriva finalmente a vedere questi famosi draghi, i primi che vediamo sono tutto sommato piccolini, circa un metro e mezzo, ma continuando a camminare ne incrociamo altri, giganti, mostruosi e abbastanza incazzusi, per fortuna davanti e dietro di noi ci sono i ranger armati di forcone in caso di attacco. Bhè, se non si vedono dal vivo non si può capire esattamente cosa significa avere a pochi metri una lucertola di 3 metri che pesa 200 kg che ti guarda negli occhi... Cercando di avvicinarmi un po' di più per scattare foto un paio di volte sono scappato e nascondermi dietro o sopra un albero per paura di essere attaccato.
La mini crociera procede molto bene, il personale è molto professionale, e nonostante sia indonesiano riesce anche a rispettare la tabella di marcia. Dopo 2 notti a bordo arriviamo verso le nove di sera al porto di Lambuhan Lombok e dicendo addio a quasi tutti (...) mi rimetto in cammino verso Tetebatu dove sono già stato un mese fa, a salutare alcuni amici locali.
Da Tetebatu arrivo in 2 ore a Senggigi dove avrei lasciato la mia moto e preso la barca per Gili Air.

Da ieri mattina sono a Gili Trawangan, dopo aver passato una settimana davvero bella a Gili Air, nuotando, ascoltando musica, bevendo, ridendo e via dicendo...tutto con ottime persone.
Negli ultimi giorni ho pensato molto, svegliarmi la mattina presto e aprire la porta del mio bungalows e vedere a 10 metri l'acqua trasparente del mare, il suono delle onde e il sole splendere un cielo azzurro che sembra modificato con photoshop, mi ha fatto capire molte cose, forse troppe... ma prima fra tutte, ma che bella e' la vita??? cazzo, ci sono momenti in cui me lo chiedo, l'unico problema è che me lo chiedo solo quando viaggio...

Postato da: andreanord a 22:43 | link | commenti (5)

giovedì, 19 marzo 2009
In viaggio verso il passato

Ne sono passati di giorni dall'ultimo post, questa volta di tempo ne avevo in abbondanza, ma purtroppo trovare internet nei posti in cui sono stato era  davvero impossibile.
Faccio un rapido riassunto di cosa ho fatto da quando sono qui in Indonesia.
Arrivato a Bali a fine febbraio sono dovuto fermarmi a Kuta per qualche giorno per organizzare un po' quello che avrei dovuto fare, capendo che Kuta mi faceva schifo per la quantita' sovraumana di australiani ubriachi che ballano in costume e infradito in tutte i locali dove c'e' musica ho deciso di affittare una moto per 40 giorni e di mettermi in cammino verso posti meno prostituiti dal turismo come e' Bali. Leggendo un po' ho capito che il posto che faceva per me era Sumba. Isola a sud di Sumbawa dove soppravvivono ancora oggi tradizioni e costumi centenari.
Per arrivare a Sumba ho dovuto percorrere piu' di 600 km, prendere tre traghetti e attraversare 3 isole, in ordine Bali, Lombok e Sumbawa.
Guidare mi piace, e i paessaggi che ho visto mi hanno completamente ripagato per il mal di schiena dovuto alle terribili condizioni delle strade indonesiane.
Arrivato a Sumba ho subito capito che era quello che faceva per me, turisti zero, pace, silenzio e posti davvero memorabili.
Ora sono pi' di 10 giorni che mi trovo qui, ho visitato decine di villaggi sperduti, dove l'elettricita' non e' arrivata cosi' come l'acqua corrente, ho visto la Pasola, il piu' importante avvenimento che si celebra una volta all'anno qui in Sumba, dove cavalieri si fronteggiano lanciandosi lancie di legno appuntite cercando di colpire l'avversario e provocandoli ferite sanguinanti cosi' da rendere felici gli spiriti delle terra...
Sono stato in un funerale in mezzo alla foresta, dove ancora oggi, come tradizioni vengono uccisi a colpi di macete bufali e maiali, cosi' da rendere omaggio al defunto, e' una strana religione, una religione che crede che il piu' importante evento della vita sia la morte.
Ho dormito in villaggi in capanne con tetto di paglia, facendomi la doccia usando un secchiello e prendendo l'acqua direttamente dal pozzo, ho mangiato carne di animali non ben specificati, mi sono commosso a vedere vecchiette di 90 anni con la schiena spezzata a lavare panni nei torrenti, mi sono sentito una celebrita' quando vedevo l'espressione dei bambini alla mia visione, e mi sono sentito fuori dal mondo per diversi giorni, senza elettricita', senza telefono, senza internet, solo come me stesso e con il posto attorno. Fantastico.

Domani prendo il traghetto per Flores, un isola che si trova a nord. Di traghetti che partono da Sumba per altre isole c'e' ne sono solo due a settimana, e uno da dove mi trovo io adesso, se perdo quello di domani mi tocca aspettare fino a venerdi' prossimo.

Ho un sacco di foto da mettere, dovrei partire con quelle dell'australia, ma quelle dell'uccisione a colpi di macete di un buffalo son davvero succolente. Sono un animalista, ma non posso andare contro a tradizioni centenarie... vedro' il da farsi prossimamente, anche perche' questa con questa connessione e' impensabile fare un upload.
A presto

Postato da: andreanord a 16:39 | link | commenti (5)

giovedì, 26 febbraio 2009
Goodbye Australia, Indonesia i'm arriving

Domani sera alle 19,30 ho l'aereo per Bali, dove credo che starò solo un paio di notti per poi spostarmi in qualche posto meno turistico.
La mia esperienza australiana è finita e dopo 3 mesi e mezzo lascio questa magnifica terra, che nelle ultime settimane mi ha regalato scenari da favola e mi ha fatto provare sensazioni di libertà come poche altre volte ho provato in vita mia.
Ho un milione di cose da scrivere, ma come ho già detto nel precedente post il tempo è pochissimo e cose da fare sono sempre troppe, in primis la vendita della falcon che ci ha scorrazzati fino a qui sani e salvi, anche se con fatica, specie nel primo tratto viste le temperature infernali che abbiamo incontrato.
La prossima settimana avrò sicuramente più tempo, postero alcune delle migliaia di foto che ho scattato e scriverò qualcosina di più.
Ora vado ad attaccare qualche volantino negli ostelli. Speriamo in bene.
See u soon

Postato da: andreanord a 14:14 | link | commenti (3)

mercoledì, 18 febbraio 2009
Perth - Broome











Per ora metto on line solo qualche foto perche' non ho tempo per scrivere.
Siamo arriviati a Broome e la macchina incredibilmente va ancora.
Paesaggi e posti MERAVIGLIOSI, primo fra tutti il Karikini national park, ma saro' piu' dettagliato nel prossimo post.
Cheers

Postato da: andreanord a 13:46 | link | commenti (3)

domenica, 08 febbraio 2009
West coast arrivo


Lasciata Darwin nel pomeriggio di lunedì scorso con un sorriso 36 denti stampato sulla mia faccia per la soddisfazione di aver raggiunto l'obbiettivo che mi ero prefissato, mi imbarco sull'aereo che in 3 ore e mezza mi porterà a Perth. Arrivato a Perth nel tardo pomeriggio cerco il modo più veloce per raggiungere la cittadina di Fremantle, che si trova a 30 minuti dal centro città, dove avevo l'appuntamento con Denis, un ragazzo di Bologna con cui avevo viaggiato lo scorso anno sempre qui in Australia. La prima notte la passo a scrocco a casa sua approffitando dell'essenza del padrone di casa.
Martedì giro per Perth e capire che tipo di città è, la trovo molto carina, anche se piccolina, ma credo che sia il giusto compromesso tra la caotica Sydney e la tropicale Darwin. Anche Fremantle non è per niente male, a volte mi sembra di essere in Italia anzichè a 20000 km di distanza per via dei numerossissimi locali italiani. Hanno addirittura sopranominato la via principale  "Cappuccino street" per via dei numerosi caffè. L'unica pecca che posso trovare a Fremantle è il vento che soffia senza tregua a ogni ora del giorno.
Mercoledì notte mi ha raggiunto dall'italia un'altro mio amico Faruk (marco) con il quale viaggiarò, insieme a Denis per tutta la west coast.
I giorni successivi gli abbiamo passati a cercare la soluzione migliore per affrontare i 5000 e più kilomentri di strada che ci separano da Darwin. Appurato che affitare una macchina è una cazzata per via dei prezzi proibitivi delle compagnie di noleggio abbiamo subito capito che  sarebbe stato meglio comprare una macchina con la speranza di rivenderla una volta arrivati a Darwin. Purtroppo Denis era impegnato quindi la ricerca è spettata a me e a Faruk, come mio solito ho subito puntato a macchine di 30 anni è più, e ancora innamorato delle mia vecchia datsun gialla che lo scorso anni mi ha scorazzato per le strade di mezza australia quando ho visto la foto su un giornale di compravendita un'altra datsun ancora più vecchia (1977) ci siamo subito precipitati dal concessionario per vederla. Come l'ho vista  ho capito che quella sarebbe stata perfetta per affrotare il lungo viaggio, color oro, capotte nera, interni in velluto marrone immacolati e un'unico proprietario alle spalle.
Io ero convinto al 110% dell'acquisto fatto, Faruk un po' meno dato che la macchina era vecchia, fatto sta che torniamo a fremantle a fare vedere il nuovo acquisto anche a Denis.... diciamo che dopo lo shock iniziale ho condiviso pienamente il nuovo mezzo.
Il giorno dopo proviamo andare a fare un giro nei dintorni di Fremantle ma ad un certo punto succede quello che non doveva succedere, la macchina si spegne e non ne vuole più sapere di ripartire. Capiamo che potrebbe essere un problema d'acqua nel radiatore in quanto lo controlliamo ed è completamente a secco. Sconfortati e preoccupati dell'accaduto decidiamo di schiarirci le idee davanti a una bella birra. Ritorniamo alla macchina con 2 litri di acqua da mettere del radiatore, priviamo e la macchina si accende, ritorniamo immediatamente verso l'ostello e la parcheggiamo. Qualche ora dopo torniamo alla macchina con l'intenzione di andare in officina a farla controllare, ma purtroppo non da più segni di vita. L'ammiraglia del '77, ci ha abbandonato per sempre dopo esattamente 100 km dal momento dell'acquisto, abbiamo chiamato anche un carro attrezzi per spostarla in officina e capire che problema avesse, testata fusa e per riparalrla ci sarebbero voluti più soldi di quelli che abbiamo pagato per acquistarla. No way.
Delusi e sconfortati per la batosta presa decidiamo immediatamente di continuare la ricerca di un nuovo mezzo, ne troviamo forse uno, sicuramente con molto meno fascino delle precedente, ma anche 20 anni più recente, andiamo a vederlo, la proviamo e paghiamo. Affare fatto, Speriamo che questa volta sia stata la scelta giusta. Partiremo domani dopo pranzo alla volta del Pinnacles, a 300 km a nord di Perth. Siamo già un giorno in ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma non potevamo fare altrimenti. Nel giorni scorsi abbiamo messo giù bene o male un programma da seguire, c'è da correre perchè le cose da vedere sono tante e il tempo non è poi molto.
Sarà un viaggio molto wild, tenda, sacco a pelo e notti sotto un cielo stellato. Si preannuncia come sempre un'avventura.
Alla prossima. see ya

Postato da: andreanord a 17:26 | link | commenti (5)

martedì, 27 gennaio 2009
- 5

Mancano solo più cinque giorni al termine di questa "prigione" durata 2 mesi.
Tengo duro e ogni momento che passo al lavoro favoleggio sui mesi che mi aspetteranno, e assaporo già la sensazione di libertà che proverò domenica sera al termine del lavoro.
A risentirci presto, da uomo libero.

Postato da: andreanord a 14:34 | link | commenti (13)

martedì, 20 gennaio 2009
Caldo

Non ce la faccio più, questo caldo mi sta uccidendo, ogni giorno che passa mi rendo conto che non potrei sopportare di vivere qui tutto l'anno.
Ogni locale al chiuso ha l'aria condizionata impostata a non più di 20 gradi, e uscendo si prova una botta di calore indescrivibile, gli occhiali si appannano, la testa gira, e inizio a imprecare. Praticamente il corpo subisce ogni giorno decine di sbalzi di temperatura di 20 gradi. Salutare.

Postato da: andreanord a 14:22 | link | commenti (1)